La gravidanza vista con gli occhi di una giovane mamma: ecco perché nessuno ci racconta la verità!

Beh, diciamoci la verità, la gravidanza è un momento meraviglioso per qualsiasi donna. Si sono i nove mesi più incredibili della propria vita, quelli in cui si cresce insieme al proprio bambino, in cui si cambia fisicamente, in cui si riescono a mangiare le cose più strane a qualsiasi ora del giorno e della notte e in cui si cambia umore così repentinamente che ci si ritrova a ridere con il viso ancora bagnato dalle lacrime per una cosa accaduta che però in realtà già non si ricorda più.

Si, perché la gravidanza è molto più di quello che vogliono farci credere o di quello che si trova scritto sui libri o su internet; nessuno ti prepara realmente ad affrontare questi nove mesi, non ci raccontano la verità o, se lo fanno, omettono dei piccoli e fondamentali passaggi che quando poi ti trovi a vivere ti fanno esclamare: “Ma perché nessuno me l’avevo detto questo?

E quindi nonostante tutte le persone con cui ti troverai a parlare e tutti gli articoli che leggerai, fondamentalmente non sarai mai pronta ad affrontare tutto quello che ti aspetta, ma soprattutto a gestire una cosa nello specifico: il dubbio.  Certo, perché tutto nasce dal primo, gigantesco ed incommensurabile dubbio che tutte le donne si pongono quando hanno un ritardo: “Ma forse sarò incinta?” E questa domanda, nel momento in cui la fai a te stessa, non riesci più a togliertela dalla testa  fino a che prendi coraggio vai in farmacia e compri un test, o forse due, ma dai facciamo tre per essere sicure!  Poi una mattina, appena sveglia, dopo che li hai tenuti nel cassetto chiusi e ben conservati per giorni manco fosse il “tesoro di zio paperone” ti decidi: “Ok. Faccio il test!“. Ovviamente hai comprato quelli di ultima generazione, digitali, dove dopo 1,2 e 3 ti compare scritto: Incinta o Pregnant, come è successo a me. Ecco, è quello il momento in cui sorridi, poi ti fermi, guardi il muro, magari ti scende una lacrima e ti ripeti che è una cosa bellissima, ma in realtà nella tua testa c’è solo un dubbio “Oddio, sarò in grado?“, poi passano cinque minuti, realizzi veramente ed ecco che arriva il secondo: “E io come lo dico al mio compagno?” Tranquille care mammine di modi originali ce ne sono tanti e qui si può dare sfogo alla più fervida immaginazione o fare come me che gli ha messo davanti tutti i 10 test di gravidanza fatti in preda al panico e gli ho detto in macchina, mentre andavo a prenderlo nel cuore della notte a fine turno di lavoro “Forse siamo incinti“, si perché io avevo ancora il dubbio che potessero essersi sbagliati.  Ma tanto la loro reazione sarà sempre la stessa:  ti guardano stupiti e perplessi, alcuni piangono altri come il mio cadono in silenzio stampa per tre ore e ti abbracciano. Punto, fine! Perché in fondo loro già sanno che per quanto possano starti vicina in tutto questo cammino, non saranno loro ad arrivare ad avere la stazza di Barney Gumble dei Simpson, a perdere, a fine gravidanza, una quantità di capelli pari al parrucchino di Pippo Baudo o ad avere così tanti sbalzi d’umore che al bipolarismo gli fai un baffo.

Ecco che iniziano i primi mesi, quelli dove non si vede ancora niente, ma tu quando vai a mangiare fuori la prima cosa che cerchi sono i bagni, perché mentre te ne stai bella e tranquilla a mangiare il tuo piatto di pasta, tanto si sa in gravidanza la donna può mangiare tutto…tranne il tonno, i salumi, la carne non cotta bene, le uova e una lista interminabile di tante altre cose che è meglio non fare altrimenti viene l’angoscia, ma dicevamo sei seduta a mangiare il tuo piatto di pasta e senti odore di caffè. Ecco qua, è la fine. Ti parte una reazione che nemmeno il più abile dei cani da tartufo ha, ma mista ad isteria, quindi freneticamente ti giri per cercare di capire chi è la causa del tuo malessere e sei già corsa in bagno perché la nausea ormai ha il controllo della tua vita.

Così passano i mesi, il tuo seno diventa così grande e perfetto che potresti diventare la musa ispiratrice di qualsiasi chirurgo plastico, i tuoi capelli sono vividi e lucenti come quelli di una testimonial di Garnier, (ovviamente la verità sul seno e capelli post parto ometto di raccontarvela perché qua, alla faccia di tutti i dubbi, succederà proprio quello che tutte temono), il tuo piccolo fagiolino cresce e con lui la tua pancia. E tu ovviamente sei pronta lì ad immortalare ogni piccolo cambiamento: ti metti in posa e tac un bel selfie davanti allo specchio. Solo che foto dopo foto, smagliatura dopo smagliatura arriva per tutte il giorno in cui abbassi la testa e…  Ops ma dove sono finiti i miei piedi? Si sono scomparsi! Care amiche, quel giorno arriva per tutte ed è uno shock! Certo perché la domanda che tutte si pongono è: “Come farò a tornare come prima?” Beh, io ho anche sperato di aver scelto un colore abbastanza decente di smalto visto che non sarei stata in grado di cambiarlo nemmeno se avessi avuto le braccia allungabili come Rubber. Da quel momento in poi iniziano a succedere cose strane. Si, perché le tue dimensioni alla Homer scatenano delle reazioni strane nelle persone: c’è chi ti chiede di toccare la pancia come se fosse un corno portafortuna, chi si spiaccica sul muro per farti passare, chi, anche se hai il carrello pieno al supermercato, ti fa saltare la fila o chi, anche se sei abbastanza distante, spegne la sigaretta e colpevole come un cagnolino abbassa lo sguardo e ti chiede scusa e poi, come me, potreste trovare una ex-roommate messicana che non ti vede da mesi e alla vista del tuo pancione, piangendo, si inginocchia a recitare il rosario, ma questa è un’altra storia.

Insomma tutti ti vedono diversa e insistono nel dire che sei splendida, che la gravidanza ti sta facendo bene, ma tu in realtà ti senti goffa, cammini con il bacino in avanti per il peso, usi gli orrendi pantaloni con la molla e quando ti stendi sul divano hai la stessa difficoltà a respirare di un fumatore incallito in sovrappeso e quando cerchi di alzarti rotoli su un fianco come un’otaria spiaggiata.

Ma è il momento in cui ci si abbandona tra le braccia di Morfeo che io ricordo con un misto di ansia e ilarità. Tutte le sere lo stesso dubbio: “Riuscirò a dormire almeno un’oretta stanotte?“. “Certo!” Vi diranno tutti, “Basta mettersi di lato” aggiungeranno. E invece la risposta è “No, care mamme!” Perché chi vi consiglia di mettervi di lato ignora un piccolo, ma rilevante dettaglio: i calci del bambino! Quindi provi a destra, ma i pugni che ti vengono dati sono così forti che ti fanno saltare dal dolore. Allora pensi: ” Ok, provo supina“, ma la tua pancia è enorme, non respiri e la testa della creatura finisce proprio lì, sulla vescica e quindi sei costretta ad alzarti letteralmente ogni cinque minuti per fare in realtà tre goccine, quando la sensazione era come se non la facessi da due giorni. Per cui la decisione che ti sembra più saggia è quella di sederti in mezzo al letto. Non fatelo! Perché oltre a provare un misto di invidia e istinti omicidi nei confronti del vostro compagno che ovviamente russa beatamente a pancia all’aria, quello che tutte le donne fanno quando non riescono a dormire è: fissare il soffitto e…pensare! E cosa pensa una donna incinta di otto mesi e mezzo? AL PARTO. Ecco care mammine io credo di essermi fatta più domande in quei momenti che in 26 anni di vita ed immaginato quel momento così tante volte la notte che mi sembrava davvero di sentire il dolore. Quindi il sonno te lo scordi, la tua faccia inizia a prendere le sembianze di un panda a causa delle occhiaie e la tua ansia ormai ha raggiuto livelli patologici.

Ma ormai manca davvero poco, la grazia nel camminare te la sei bella che dimenticata, le cose che cadono a terra rimangono lì nella speranza che qualcuno se ne accorga e le alzi al posto tuo, metti sempre lo stesso paio di scarpe perché sono le uniche che non ti fanno gonfiare i piedi, il percorso fino all’ospedale l’hai tracciato ed in men che non si dica arrivano le doglie.

Ora mi piacerebbe condividere con voi anche quel momento, ma preferire evitare avendo avuto il primo figlio dopo 24h di travaglio, giusto per non dare l’eventuale colpo di grazia a tutte le future mammine. Di una cosa però potete essere certe e questa è forse l’unica verità che ci raccontano su questo lungo cammino di nove mesi:  vi basterà guardarlo negli occhi e sentire il suo respiro sula vostra pelle per dimenticare tutto il resto.

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6 Risposte a “La gravidanza vista con gli occhi di una giovane mamma: ecco perché nessuno ci racconta la verità!”

  1. Emilia Guadagno dice: Rispondi

    Solo chi è mamma può capire la tua esperienza ….Unica, perché ogni gravidanza è diversa dalla precedente….ma vale la pena di essere vissuta. …tanta sofferenza e disagio, ma anche un meraviglioso privilegio.Essere donna, ma sopratutto madre!

    1. E’ vero Emilia, solo chi ha vissuto può capire. Essere mamma è un’esperienza che non finirà mai!
      Grazie per il tuo affetto.
      Continua a seguirci.

  2. ho sorriso con voi ragazze e con queste riflessioni particolareggiate e senza omissioni le future mamme potranno non dire più ‘perché nessuno me lo aveva detto?’

    1. Roberta ha vissuto questi mesi con tanto fervore ed è infatti riuscita a trasmetterlo. Ti ringraziamo.

  3. Leggendo queste righe ho rivussuto la meravigliosa esperienza di ben oltre 20 anni fa. E mi sn commossa!

    1. Grazie Anna, per noi é una gioia oltre ad una piccola missione.

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